"Servono interventi ad hoc". A Camerino l'incontro con i parlamentari marchigiani
“Ogni comunità ha bisogno di interventi mirati sulla base delle proprie necessità. Lungi da noi voler fare distinzioni tra terremotati di serie A, B o C”. Difendono la loro posizione i sindaci che hanno chiesto a gran voce una suddivisione del cratere per fasce di danno. Stamattina, dopo un giro nella zona rossa di Camerino, i parlamentari marchigiani hanno avuto la possibilità di ascoltare i sindaci dell’ex unione montana di Camerino per comprendere a fondo la richiesta che ha fatto infervorare il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi.
Erano presenti i senatori Donatella Agostinelli e Mauro Coltorti, gli onorevoli Patrizia Terzoni, Paolo Giuliodori e Rachele Silvestri per il Movimento 5 Stelle, il senatore Giuliano Pazzaglini e l’onorevole Tullio Patassini per la Lega, l’onorevole Mauro Morgoni per il Pd, e gli onorevoli Francesco Acquaroli e Simone Baldelli rispettivamente per Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Alla prima parte della mattinata, che prevedeva la visita in zona rossa di Camerino, hanno preso parte solo i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e Patassini.

A loro sono state illustrate alcune problematiche, quali ad esempio il fatto che per il centro storico siano previsti 6 milioni di euro di puntellamenti, e al momento ne siano stati realizzati solo per un milione di euro. Oppure la questione che riguarda l’ex tribunale: “Quell’edificio è l’esempio lampante di ciò che può fare il sindaco. Di fronte ad una struttura di quel genere, non può demolire per pubblica sicurezza perché i tecnici GTS dicono che questa, a parte le tamponature lesionate, sia una struttura buona. Poi con la perimetrazione ci sono dei ragionamenti migliorativi. Io questo edificio lo vorrei demolire perché osceno, non si contestualizza con le strutture storiche ed importanti del centro”. Pasqui ha poi parlato brevemente anche della scelta politica di realizzare le aree Sae vicino alle frazioni: “Stiamo aspettando che vengano realizzate 12 aree il più possibili vicino alla città ma anche nelle frazioni, dove le comunità potranno continuare a vivere. Certo - ha sottolineato - sarebbe stato molto più comodo trasferire tutti in una zona più comoda, ma avremmo creato una riserva indiana. Io ho fatto la scelta politica di tenere le persone il più possibile vicino ai loro luoghi di appartenenza”.

Il clou della mattinata, a partire dalle 11:30: i sindaci dell’ex unione montana di Camerino si sono riuniti in una tavola rotonda insieme ai parlamentari per spiegare i motivi che li hanno condotti a richiedere a gran voce la suddivisione del cratere in fasce di danni: “Ogni comunità - ha detto Pasqui introducendo gli altri colleghi - ha bisogno di essere guardata per le necessità che ha. Nessuno ha mai detto di eliminare qualcuno dal cratere o lungi da noi voler creare terremotati di serie A, B o C. Ma non è possibile non considerare quello che noi abbiamo subito”.
Da tutti i primi cittadini la richiesta di dare priorità alle comunità drammaticamente distrutte dal terremoto, di pensare ad interventi ad hoc, mirati per permettere una ripresa.
Il sindaco di Muccia Mario Baroni ha, dal canto suo, sottolineato l’ingiustizia di chi “si è organizzato a proprie spese dopo il terremoto, realizzando soluzioni abitative temporanee e che oggi stanno ricevendo denunce penali. Il Salva Peppina purtroppo non ha portato grosse soluzioni, serve un provvedimento di provvisorietà”. Sulla stessa lunghezza d’onda, il vicesindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia il quale non riesce a spiegarsi perché non si dia la possibilità di applicare l’ordinanza 9 (pensata per le attività produttive) a chi abbia realizzato le cosiddette casette abusive. “Fiastra ad esempio è un territorio prettamente turistico, per fortuna non ci sono stati danni alla viabilità e questa è stata l’unica porta rimasta aperta. Gli esercizi commerciali sono nei container e il decreto Salva Peppina ci ha lasciato comunque con grossi problemi da affrontare. Ci chiediamo come mai non si applichi, anche per le casette ritenute abusive, l’ordinanza 9 per le attività produttive. Fiastra - ha poi detto in chiusura - ha 1.088 ordinanze di inagibilità, sono stati presentati 82 progetti ma solo 8 finanziati. Si procede troppo lentamente”.

Anche Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, ha ribadito la volontà di non eliminare qualcuno dal cratere, illustrando alcune delle problematiche più sentite: “Ma è chiaro che non si vuole eliminate nessuno, anche perché ci sono già stati dei finanziamenti quindi credo che la lettura del sindaco di Tolentino sia sterile. Il problema è che qui non sappiamo come e dove spendere i finanziamenti, perché non sappiamo nemmeno se potremo ricostruire dove eravamo. Semplifichiamo le procedure - ha sottolineato - altrimenti qui si impantana tutto. Servono norme specifiche e agevolazioni che incentivino la ripopolazione della montagna. Servono interventi mirati, se vogliamo, il buon senso del padre di famiglia. C’è bisogno di accelerare le pratiche sul dissesto idrogeologico, la ricostruzione delle B e un aiuto per l’occupazione”.
In piena sintonia anche il sindaco di Serravalle di Chienti, Gabriele Santamarianova che ha aggiunto anche la problematica delle seconde case: “Nel ’97 non vennero finanziate e quindi oggi esiste innanzitutto una disparità di trattamento (in questa ricostruzione saranno finanziate anche le seconde case, ndr). Inoltre, alcune non sono ancora state ricostruite e dunque hanno subito ulteriori danni col terremoto del 2016”.
Il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, si è da parte sua soffermato sulla questione della zona franca: “I nostri territori possono essere paragonati a chi si rivolge al pronto soccorso. Ci sono i malati in codice verde, giallo o rosso. Ecco, noi siamo in codice rosso avanzato. C’è bisogno di dare priorità a chi è stato drammaticamente distrutto. Per quanto riguarda la zona franca - ha spiegato poi - se mettiamo nelle stesse condizioni comuni più verso la costa e noi, significa che si indirizzano gli investimenti in una parte della provincia che è già molto sviluppata”.
A chiudere Giuliano Pazzaglini che, in qualità di sindaco di Visso, ha anche lui illustrato alcuni problemi fondamentali. Primo fra tutti, la busta paga pesante che non sarà l’unica spada di Damocle che colpirà i cittadini terremotati. A breve infatti alla restituzione dei tributi si sommerà anche quella delle bollette e poi dei mutui: “Praticamente si guadagnerà di meno e si pagherà di più. C’è poi il problema della convenzione tra Anac e Regioni, che rischia di diventare un tappo perché ci saranno tantissime opere pubbliche da fare e l’Anac non sarà in grado di gestirle tutte. I vincoli paesaggistici - ha poi detto - ci impongono di ricostruire come era prima, ma è una follia anche solo pensarlo”. Secondo Pazzaglini, non sarebbe vero che la ricostruzione verrà finanziata al 100%, poiché basandosi sul modello dell’Emilia Romagna, non tiene in considerazione alcune importanti caratteristiche di edificazione tipiche del territorio: “I nostri edifici non sono fatti alla stessa maniera, e per certe cose non è previsto finanziamento. Mancano i soldi, le normative e tutto ciò che serve per andare avanti. I tempi dettati dalle ordinanze sono ridicoli. Va cambiata l’impostazione di questa ricostruzione”.








Proroga del termine per la ricostruzione leggera- L'annuncio è del Commissario De Micheli
Verrà prorogato al 31 luglio 2018 il termine per la presentazione delle domande per accedere al contributo della ricostruzione leggera, altrimenti in scadenza al 31 aprile prossimo. Lo ha annunciato la Commissaria per la ricostruzione Paola De Micheli, intervenuta a Castelraimondo per la consegna delle 9 SAE dell'area del parco fluviale." L'ordinanza di proroga è stata già approvata- ha dichiarato De Micheli- e verrà registrata in settimana"
La Commissaria ha anche fornito delle precisazioni sulla "busta paga pesante", per la quale potrà essere rivisto sia il termine, sia la modalità di restituzione. " Io credo che sia assolutamente una scelta possibile e che sicuramente sosterremo con la struttura del commissario; è del tutto evidente che ci vuole una legge per poterlo fare quindi, ci vuole un governo che si insedi è che ci consenta prima del termine della fine di maggio di poter fare sia lo spostamento dell'avvio delle rate che l'allungamento del numero di rate ci vuole una legge. Quindi noi sosterremo questa richiesta con il prossimo governo non appena si insedierà e dal Parlamento e, per quel che mi riguarda, ovviamente la voterò. Naturalmente la decisione su eventuali decreti, non la prendo io ma il Presidente della Repubblica.
Paola De Micheli non si è sottratta alla domanda relativa alla suddivisione per fasce del cratere, in relazione agli effettivi danni. " Anche per questo- ha detto- ci vorrà una legge , in quanto credo che una suddivisione per fasce, implichi una richiesta di tipologia rimodulata di interventi. Così come ho avuto modo di dire in tutte le occasioni che mi hanno visto stare nelle Marche- ha aggiunto- io credo che sia giusto che arrivi una proposta dal territorio; i sindaci si stanno confrontando sui criteri da proporre al Parlamento e credo che il Parlamento discuterà su una proposta già strutturata da parte dei sindaci. E' del tutto evidente che questa deve essere un'opportunità per questo territorio e non deve diventare un problema ma, immagino che la discussione che è stata avviata da qualche settimana qui nelle Marche, produrrà un risultato positivo. Io su questo ho già avuto modo di confrontarmi con i primi cittadini e anche con quelli che sono di parere contrario a tale distinzione".
Valfornace -Consegnate 38 casette nell'area Piani Campi a Fiordimonte
Un'altra giornata di gioia e commozione per il comune di Valfornace per il rientro a casa di 38 nuceli familiari. Il sindaco Massimo Citracca ha consegnato le 38 casette dell' area Piani Campi di Fiordimonte. Una zona di bellissimo impatto visivo e paesaggistico per la sistemazione delle S.A.E del consorzio CNS, pronte ad accogliere tante persone. Sorrisi ed abbracci per un capitolo nuovo che si apre, dopo una lunga e difficile attesa.

Occhi lucidi per il più anziano di Fiordimonte, l'ottantasettenne Eligio Cicconi che ha fatto il muratore fino all'età di 84 anni e, con orgoglio, ci ricorda che le case da lui realizzate, non hanno subìto danni. Sotto un bellissimo sole primaverile, si apre una luce diversa e una speranza in più per le 38 famiglie che presto saranno raggiunte nel traguardo dalle altre 50 di Pievebovigliana. A maggio è infatti prevista la consegna delle ultime 50 casette di piazza Vittorio Veneto , l'area S.A.E più estesa del comune di Valfornace.
" Finalmente - ha detto il sindaco- anche nell'area dell'ex comune di Fiordimonte, siamo riusciti a consegnare le casette. IPermetteranno il rientro all'incirca di 100 persone; 38 nuclei familiari che tornano ad abitare stabilmente da noi, dopo le molte difficoltà dei quasi 2 anni che ci hanno accompagnato, tra le tante preoccupazioni Oggi finalmente riusciamo a vedere un po' di luce anche qua; faremo una festa tra un mese e qualche giorno perché, i tecnici hanno assicurato che entro il mese di maggio verranno ultimate anche le ultime 50 casette dell'area di Piazza Vittorio Veneto a Pievebovigliana;, proprio lì abbiamo intenzione di organizzare un grande evento finale, per riunire a quel punto tutta la comunità. Siamo tenaci - ha proseguito Citracca - e cerchiamo in tutti i modi di tenere viva la speranza nelle persone, legate fortemente al territorio e possiamo dire di aver comunque raggiunto un grande successo. L'occasione della consegna delle SAE è motivo di ringraziamento a tutti; alla ditta che ha lavorato non con poche difficoltà, alla Regione, alla protezione civile, al direttore dei lavori, al CNS che ha fornito le 'casette'. Siamo consapevoli che il lavoro che è stato fatto, non è stato un lavoro da poco. Ci sono voluti molti e molti mesi a causa di lavori grandi da dover fare. Ringrazio davvero tutti- ha concluso il sindaco- soprattutto i cittadini per la pazienza che hanno avuto; aspettare oltre un anno e mezzo per rientrare a casa, non è un tempo breve".
Anche Massimo Citracca è tra i sindaci sostenitori di una revisione del cratere sismico proporzionalmente ai danni riportati: " Nessuno vuole escludere altri dal cratere- ha affermato- ma è sotto gli occhi di tutti la situazione che certi comuni hanno vissuto, stanno vivendo, e, vivranno per molti anni ancora. Nessuno ha fatto nomi di paesi o città da escludere, tuttavia penso che ci possano essere dei criteri oggettivi per classificare i comuni che sono stati danneggiati gravemente e quelli certamente danneggiati dal sisma ma, con minori problemi. Nessun vuol polemizzare nè con colleghi, nè con altri comuni. La realtà dice che comuni più grandi, hanno più forza per poter tirare avanti, noi invece viviamo con molte difficoltà e problematiche pesanti, anche perché abbiamo più del 90% delle abitazioni inagibili . I conti chi vuole, li può fare in maniera tranquilla e senza problemi. Davvero, assolutamente, lungi da noi dal fare polemica".

SAE Visso - Sospeso lo sciopero dei lavoratori. Le ditte disponibili a sanare le irregolarità
Sospeso lo sciopero paventato per la giornata di oggi, da parte dei 21 lavoratori impegnati nel cantiere S.A.E di via Cesare Battisti a Visso. Lo scorso lunedì avevano incrociato le braccia lamentando di non essere stati pagati da più di due mesi e di dover fare turni forzati per consegnare le casette alla popolazione. Durante lo sciopero e il presidio di Cgil, nell’assemblea che era seguita avevano denunciato al sindacato diverse irregolarità e di aver ricevuto da mesi, solo acconti dello stipendio, senza poter contare sul saldo atteso. Tra le altre segnalazioni ,l’assenza di buste paga e di visite mediche, contratti non firmati e, alcuni infortuni non denunciati. Questioni che il sindacato ha deciso di approfondire; nel frattempo i lavoratori, con senso di responsabilità, avevano ripreso a lavorare nel cantiere. Richiesto dai sindacati lo scorso 18 aprile si è tenuto un incontro cui hanno preso parte sia la ditta interessata sia rappresentanti della ditta che ha in subappalto tutte le opere.
“ Entrambe le ditte – riferisce Massimo De Luca di Fillea – Cgil- hanno rappresentato la volontà di sanare tutte le varie criticità che noi avevamo sollevato, a partire dalla riformulazione di tutte le buste paga, dall’inizio del rapporto di lavoro ad oggi, la fornitura di tutti i dispositivi di sicurezza e, soprattutto, entro non oltre una settimana, la visita medica per tutti i lavoratori. In pratica i rappresentanti delle ditte hanno confermato tutto ciò che noi richiedevamo e hanno dettato dei tempi certi entro i quali il tutto sarà sanato. Almeno questo è quanto certificato dalla Pec che ci siamo scambiati dalla proprietà della ditta di costruzioni subappaltatrice e da Montagna Costruzioni s.r.l che è l'azienda aggiudicataria dell'appalto. Entro martedì prossimo- continua De Luca- dobbiamo avere tutte le buste paga ricalcolate e, per il prossimo giovedì 26 aprile, abbiamo fissato un incontro, nel corso del quale verranno verificati e sistematii vari conteggi , le nuove buste paga con i diversi saldi da produrre ai lavoratorie, ci debbono far vedere che sia stato assolto tutto quello che noi abbiamo richiesto. Noi della CGIL aspetiamo fiduciosi in quanto ad oggi ci sono delle Pec e dei giorni ben precisi entro i quali, a dire delle ditte, si troveranno delle soluzioni. E' chiaro che, il mancato rispetto di tutto ciò che ci siamo detti e abbiamo certificato con Pec - conclude - farà sì che lo stato di agitazione vada avanti e quindi, lo sciopero che avrebbe dovuto tenersi oggi ed è stato sospeso, ripartirà immediatamente. Sarà sufficiente che uno soltanto dei punti stabiliti non vada a buon fine per riattivare dunque lo stato di agitazione".
Parcheggio meccanizzato, la minoranza interroga il sindaco Pasqui
Conoscere la reale situazione del parcheggio meccanizzato, progettare la sua ristrutturazione, valutare l'eventuale possibilità di procedere al cambio di destinazione d'uso del parcheggio suddetto. E' questo l'oggetto di un'interrogazione scritta presentata al sindaco di Camerino Gianluca Pasqui da parte dei consiglieri di minoranza Andrea Caprodossi, Fabio Trojani e Marco Fanelli. "Poichè non si conosce lo stato reale del parcheggio meccanizzato e la funzionalità non è più la stessa dei periodi precedenti al sisma – si legge nella stessa – i sottoscritti consiglieri impegnano l'amministrazione comunale a rendere agibile nel più breve tempo possibile il parcheggio meccanizzato e a valutare la possibilità di cambiare l'uso dell'immobile. A tal fine si propone di destinare la struttura integralmente o in parte a deposito di mobili e suppellettili da parte dei cittadini del centro storico, che ne facciano richiesta, durante la fase della ricostruzione degli edifici lesionati".
"Ci vorrebbe tanta colla", Il terremoto raccontato dai bambini. A Pieve Torina l'anteprima
Presentato in anteprima, nella nuova Scuola primaria dell'Istituto comprensivo Mons. Paoletti di Pieve Torina, "Ci vorrebbe tanta colla". E' Il terremoto raccontato dai bambini di uno dei centri più colpiti dalla devastazione, attraverso ricordi, disegni, rimedi per scacciare la paura. Il volume, inserito nella collana "I quaderni del Consiglio regionale delle Marche", è nato dalla collaborazione tra l'Assemblea legislativa delle Marche, la Pubblica Assistenza APE ODV (associazione psicologia d'emergenza di Ancona) e ANPAS Marche. C'erano il presidente dell'Assemblea Legislativa Antonio Mastrovincenzo, il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci,Giorgio Gentili e Maurizio Cavallaro rispettivamente ex e attuale dirigente della Scuola Paoletti. Presenti anche il presidente dell'ANPAS Marche Massimo Mezzabotta e i curatori del volume, gli psicologi Maria Cristina Alessandrini, Maurilio Frontini e Federica Rubicondo.
A suggerire il titolo: " Ci vorrebbe tanta colla" è stato il disegno di Mirko, un bambino della seconda media che ha disegnato l'oggetto magico che avrebbe dovuto dare forza e, in un certo senso, tranquillizzare che tutto si sarebbe potuto aggiustare. Mirko ha disegnato un tubetto di colla, immaginando che con essa si potessero incollare le case e il terremoto.
" Merito del libro- ha dettio Mastrovincenzo- è il dare voce alle emozioni dei bambini e a tutte le sensazioni provate a contatto con la dura realtà del post sisma. Altro merito quello di evidenziare anche l'aspetto del grande ruolo d'aiuto che hanno svolto gli psicologi dell'emergenza, accanto ai bambini,agli adulti, agli anziani e a coloro che hanno sofferto una grande catastrofe".
"Ma da una cosa brutta- come ha sottolineato il preside Cavallaro- se si ha coraggio e determinazione può nascerne una bella. "La prova è questo edificio nuovo ben progettato che prima non c'era. Mai perdere dunque la speranza; la natura- ha detto- ha sempre convissuto con l'uomo che sarà sempre capace di reagire con intelligenza".

" Abbiamo fatto esprimere ai bambini le emozioni e i ricordi che hanno vissuto- ha dichiarato la coordinatrice del progetto Maria Cristina Alessandrini- Tra le emozioni più gettonate, la paura in primis , ma anche rabbia, disgusto, gioia, tristezza. All'inizio i bambini erano timidi e abbiamo dovuto lavorare un po' per incoraggiarli ad esprimersi. Alla fine, l'essere riusciti a sfogarsi, li ha fatti sentire sicuramente più leggeri.e, dal canto nostro, abbiamo provato soddisfazione per il risultato raggiunto".
Ringraziando Anpas e Ape Odv per aver rappresentato uno dei motori più forti della ripartenza della comunità, il sindaco Gentilucci ha definito contemporaneo il pezzo di storia raccontato nel libro, perchè le scosse che ancora non danno tregua. " Grandi sacrifici quelli affrontati da una popolazione 'resiliente' e ancorata a questa terra. E orgogliosamente attaccati al territorio lo sono anche i bambini, come traspare dalle emozioni che hanno affidato alle parole e disegni riportati nel libro. Eppure ce l'abbiamo fatta". Da ultimo, sia dal dirigente Cavallaro che dal sindaco Gentilucci è stato chiesto alle istituzioni regionali. almeno per qualche anno, di trascurare la problematica dei numeri e il conseguente dimensionamento scolastico, chiedendo attenzione e accorgimenti per l'organico, sulla scorta di una politica della rinascita su cui si è puntato. Da parte sua il presidente dell'assemblea legislativa ha assicurato che, per quanto di sua competenza, si farà portavoce delle istanze al tavolo istituzionale. " Farò presente al presidente Ceriscioli e all'assessore Bravi quelle che sono delle richieste assolutamente comprensibili, vista la drammaticità delle situazioni che Pieve Torina ha vissuto. Speriamo di riuscire a dare risposte adeguate ad un territorio che ha già abbondantemente sofferto e, non può soffrire oltre".

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"Pezzanesi? Le lamentele di un bambino", duro attacco del "Comitato 30 ottobre"
Sulle dichiarazioni del sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, contrarie alla divisione dei Comuni del cratere, interviene anche il “Comitato 30 ottobre” che per descrivere il comportamento del primo cittadino usa le parole della celebre canzone di Betty Curtis “Soldi, soldi, soldi”. "Il nostro sindaco se la suona, se la canta e se la balla – scrive il comitato in una nota - Il suo comunicato è la lamentela di un bambino non invitato ad una festa di compleanno. Peccato però che non stiamo parlando di feste. Parliamo di terremoto, di distruzione di case e della vita di tutte le persone che hanno perso la propria. A quasi due anni dal sisma non è accettabile da parte di un sindaco di un Comune che ha più di 4 mila persone ancora sfollate parlare di costruzione di tensostrutture, ristrutturazione di bocciofile o nuovi campi da tennis. La zona container sembra ancora una sede di un contingente militare all'estero. Per non parlare della pazienza chiesta alle 238 persone che abitano lì da quasi due anni. La pazienza caro sindaco è finita – prosegue la nota - .
Siamo stanchi dei suoi continui attacchi sterili. Vogliamo i fatti e le famose case (solo 23) promesse in consegna a novembre 2017".
Camerino- Dal Friuli, la testimonianza della ricostruzione di Venzone, esempio di autodeterminazione
Non dimenticare mai. Fare tesoro dell’esperienza che una disgrazia, qual è un terremoto devastante, può insegnare. Trasmetterlo ad altri, affinché, a loro volta, con passione e determinazione, trovino il coraggio di affrontare delle scelte e reagire con forte spirito di unione. Un messaggio commovente e denso di significati quello racchiuso in “Venzone. Storia di un terremoto ad alta voce”, nell’ambito degli appuntamenti della biblioteca itinerante di Camerino. Condensata in un libro, la storia della ricostruzione della cittadina del Friuli, colpita da due drammatici sismi nel 1976; un esempio di ricostruzione riuscita quello della cittadina medievale di Venzone, monumento nazionale dal 1965, rifatta com’era e, per quel che è stato possibile, con le stesse pietre. Ospite di Camerino, l’autore della pubblicazione Aldo Di Bernardo, membro del consiglio di amministrazione dell’associazione ‘Amici di Venzone’ e appassionato relatore di una serie di incontri tenutisi nell’auditorium dell’ITG Antinori, con il coinvolgimento di studenti e cittadini. 6 maggio e 15 settembre le date dei due violenti terremoti che, nel 1976, rasero al suolo Venzone, portando distruzione in altri 136 comuni del Friuli Venezia Giulia, esempi di un modello di ricostruzione che ha funzionato e che ha avuto il suo principio cardine, nell’autodeterminazione della gente. Introducendo l’autore di "Venzone. La ricostruzione di un centro storico”, il dirigente dell’Antinori Giancarlo Marcelli, ha voluto ringraziare la docente del suo istituto, grazie alla quale si è potuto concretizzare l’appuntamento. La scorsa estate, grazie al progetto di gemellaggio “ Incroci di vite e di terre” che ha riunito i gruppi scout di Camerino e Gemona, i ragazzi della città ducale e i loro genitori, sono stati ospiti del comune di Gemona per un campo scout. Durante la loro permanenza in Friuli, le famiglie camerti hanno avuto l’occasione di conoscere diverse realtà del territorio, instaurando bellissimi rapporti di amicizia e scambio; oltre Gemona, una delle mète di particolare suggestione, è stata la visita della cittadina di Venzone, perfettamente ricostruita nel suo centro storico, seguendo l’antico impianto medievale. Affascinati dalla sensibilità e dal senso di appartenenza della comunità venzonese, i genitori dei ragazzi del gruppo scout camerte, hanno pensato che fosse utile per la loro città, uno scambio di testimonianze con chi si è trovato ad affrontare e risolvere efficacemente, i vari aspetti drammatici di una crisi dettata dagli eventi sismici.

“ La ricostruzione del Friuli è stata un esempio significativo di un’attività molto intelligente condotta in tempi rapidi e secondo modelli efficienti, in una zona oltretutto caratterizzata da alluvioni, frane e fenomeni naturali catastrofici, tanto che da quelle parti,ogni 15 anni bisogna ricostruire qualcosa". Così il preside Marcelli nel presentare al pubblico la testimonianza di Aldo Di Bernardo, le cui parole hanno offerto ai presenti l’esempio di come "quando c’è una volontà corale di farlo" le gravi problematiche derivanti da una catastrofe, possono trovare risoluzione. Il vero messaggio che si lancia dopo il terremoto del Friuli- ha aggiunto- è che tutte le componenti, debbono prendersi la responsabilità di decidere; avere un obiettivo comune e perseguirlo ogni volta. E questa è la particolarità di quanto avvenuto in Friuli; l’ avere avuto in primis un’ unione di intenti a tutti i livelli, ma deve essere la gente a volerlo, in maniera del tutto omogenea, abbandonando i campanilismi e ogni aspetto che possa arrecare disturbo al regolare andamento delle cose, come dovrebbero andare. Il libro che ho curato- ha spiegato Di Bernardo- è edito dall’ Associazione Amici di Venzone che si è presa un ruolo importante per quello che riguarda la cultura della cittadina; il sodalizio infatti cura la catalogazione e la pubblicazione dei cd. Bollettini, cioè delle pubblicazioni tematiche che ogni anno vengono edite e che in questo caso parlano proprio di quello che è stato fatto nel centro storico di Venzone che, non dimentichiamolo, è Borgo monumento Nazionale già da prima del terremoto. Questo è stato uno dei tanti punti di forza, per decidere cosa fare di un centro storico raso al suolo e capire che si può parlare di restauro.

La nostra, è stata una ricostruzione che si è mossa in un periodo storico e in un contesto della politica, profondamente diverso da quello attuale. Il Commissario straordinario Zamberletti - ha ricordato- era un Commissario straordinario all’emergenza e non ha toccato minimamente discorsi correlati alla ricostruzione che è un fatto ordinario e non legato alla straordinarietà dell’emergenza. Una volta terminato dopo pochi mesi un mandato egregiamente svolto, Zamberletti ha lasciato lo spazio a chi doveva gestire la ricostruzione che, nel 1977, erano Regione e comune. E la gente si è presa la possibilità di decidere; non ha avuto paura di nessuno; la nostra forza è stata quella di aver trovato l'ascolto giusto negli amministratori pubblici di tutti i livelli, dal sindaco, al parlamentare fino al Ministro di allora.. La mia opinione personale – ha sottolineato Di Bernardo- è che la classe politica di allora era rappresentata da persone che sapevano fare vera politica a favore della gente, cosa che oggi difficilmente troviamo a tutti i livelli. Per carità, ci sono dei casi buoni , troppo spesso tuttavia si creano discrasie e situazioni di conflitto che , nel caso del terremoto del Friuli, sono state invece tutte appianate. Quella volta, come nei film di Don Camillo e Peppone, i nostri politici facevano finta di baruffare, però quando si trattava di decidere e di fare le cose, non c'era verso di distruggere quella granitica unione che si era subìto creata con il terremoto”.
C.C.
Pezzanesi dice “no” alla scissione dei Comuni del cratere e spiega il perché.
Pezzanesi dice “no” alla scissione dei Comuni del cratere e spiega il perché della sua opinione.
La terra contina a tremare e continua a tener banco, dunque, la questione che riguarda lo scontro tra i Comuni colpiti dal terremoto.
Determinato e convinto l’atteggiamento del sindaco di Tolentino sul tema della richiesta di scissione di alcuni Comuni del cratere che, secondo lui, andrebbe inevitabilmente a ledere la coesione tra le Comunità colpite.
<<La realtà del sisma è ben chiara a tutti noi – afferma il primo cittadino - sappiamo perfettamente quali siano le drammatiche condizioni in cui versano i Comuni epicentro del sisma e di sopralluoghi e di occasioni per costatarne la gravità ne abbiamo avuti già tutti molti e non vi è quindi bisogno di escursioni supplementari, ma questo non può dar adito agli scissionisti di credere che realtà molto più grandi, in termini di popolazione e patrimonio immobiliare, come Tolentino o San Severino Marche, ad esempio, che hanno avuto interi quartieri semi distrutti e il cui dato per persone e immobili colpiti da solo supera la popolazione degli interi Comuni sostenitori della scissione, abbiano riportato danni meno importanti, anche se ovviamente in alcuni casi meno appariscenti a livello apocalittico.
A Tolentino e San Severino Marche, ovviamente, vanno aggiunti, realtà similari quali Caldarola, Serrapetrona, Castelraimondo, Fiuminata, Sarnano, San Ginesio, Cessapalombo, Camporotondo, Colmurano, Mogliano, Loro Piceno, Ripe San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Gualdo, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Treia, Macerata, Corridonia, Pollenza, Matelica, ecc., luoghi dove la furia del terremoto, in alcuni casi, ha sconvolto duramente i connotati del patrimonio locale pubblico e privato.
Non è accettabile – continua Pezzanesi - che qualche sindaco abbia inopportunamente ignorato tutto questo e invitato altri colleghi a sostenere la scissione, quantunque vantaggiosa o doverosa , a loro dire, per i loro territori>>.
Giuseppe Pezzanesi va dritto al punto e si riferisce al sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui: <<Sindaco nominato notte tempo dal presidente nazionale dell’Anci - accusa - su segnalazione non precisa di qualcuno, responsabile del coordinamento e portavoce dei sindaci del cratere delle quattro regioni colpite dal sisma che a seguito della nomina, a più di un anno a questa parte, si è rivelato talmente attivo sul problema del sisma da non convocare mai alcuna riunione dei sindaci stessi né tantomeno scrivere loro due righe su qualsiasi urgente tematica. Colui che pretende di dare lezioni al sindaco di Tolentino, probabilmente per indole, non si è distinto per il gioco di squadra che avrebbe dovuto fare, dato il prestigioso incarico, ma per l’organizzazione della tentata fuga verso un cratere più gratificante rispetto a tutti gli altri danneggiati del sisma, con al seguito gli undici Comuni firmatari del documento ed inventa, per l’occasione, un nuovo metodo di convocazione dei tavoli di discussione, delegando per lo stesso invito il “Signor Sisma” in quanto a quella riunione casuale c’erano solo i sindaci che avevano sentito la scossa, mancando di rispetto agli altri sindaci del cratere>>.
De Micheli incontra gli studenti dell'itts Divini e il sindaco di San Severino
Visita istituzionale del commissario straordinario per la ricostruzione Paola De Micheli, alla città di San Severino. A riceverla, il sindaco Rosa Piermattei e la giunta comunale, poi l'incontro al teatro Feronia con gli studenti dell’Itts Divini, che è in attesa di essere ricostruito. La scuola è stata abbattuta ad aprile dello scorso anno e sono stati stanziati già 13milioni di euro per ricostruirla. L'iter realizzativo sarà seguito direttamente dall'ufficio del commissario straordinario.
All’incontro hanno preso parte anche Benedetto Renzetti, responsabile dei progetti scuole della struttura dell’ufficio commissariale, Giovanni Di Mambro, responsabile del settore operativo affari generali e interventi di ricostruzione dell’ufficio del commissario, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il direttore dell’Ufficio speciale per la Ricostruzione Cesare Spuri, Paolo Margione dell’ufficio Tecnico della Provincia e la dirigente scolastica Rita Traversi.

“La commissione di gara ha già aggiudicato i lavori - ha spiegato, rassicurando gli studenti il commissario De Micheli -. Adesso tutta la documentazione è in mano all’Autorità Nazionale Anticorruzione che ci ha garantito una rapidissima istruttoria. Successivamente procederò all’aggiudicazione definitiva. Poi convocheremo la conferenza dei servizi per avere il progetto esecutivo. Una volta avuto quest’ultimo, e il via libera della conferenza, potremo aprire finalmente il cantiere. Abbiamo ipotizzato circa due mesi, due mesi e mezzo”.
Sull’incontro chiesto dal sindaco di San Severino Rosa Piermattei per conto degli studenti, il commissario ha sottolineato: “Sono molto contenta di essere venuta oggi perché vedere come gli studenti siano così profondamente coinvolti e interessati alla ricostruzione della loro scuola, nonostante le giuste paure e le giuste preoccupazioni, è veramente un segnale straordinario. Molto della ricostruzione di questa città gira attorno alla scuola. Sappiamo bene che ci sono stati ritardi, sono ritardi tutti motivati, ma dobbiamo garantire una ricostruzione sicura che scelga professionisti, progettualità e modalità ricostruttive giuste”.

Oltre al tema della ricostruzione del Divini, l’incontro è servito per parlare, nel corso di un breve summit istituzionale, anche della ricostruzione più in generale: “Non si può non vedere come, oltre alla determinazione delle istituzioni, c’è soprattutto la determinazione di rimanere a vivere in questi territori da parte delle persone – ha osservato la De Micheli -. Dobbiamo accelerare le procedure, aiutare la ricostruzione materiale, spingere ancora di più sul tema delle opere pubbliche ma dobbiamo anche occuparci della ricostruzione del tessuto economico e produttivo. Se la gente se ne va via per qualche anno c’è il rischio che non torni più. Il processo è lento ma deve avere questa efficacia e questi obiettivi”.
Il dibattito si è soffermato più volte sui numeri: “Le domande sono ancora poche, il tema vale per tutto il cratere. Da quello che ho capito, non tutte le persone sono consapevoli del fatto che le procedure che abbiamo modificato garantiscono, per esempio, il diritto di non dover anticipare nulla – ha detto la De Micheli –. E’ ovvio che c’è un po’ di paura perché la terra ancora trema, ma stiamo ricostruendo in sicurezza ed è questo uno dei motivi della lentezza. E, infine, c’è la questione degli abusi. Appena ci sarà un Governo presenteremo una proposta di norma che è una sanatoria chirurgica sui micro abusi, perché stiamo rilevando un numero importante che ferma la presentazione delle domande”.
Alla fine, il sindaco Piermattei ha voluto accompagnare la De Micheli nel cantiere della scuola provvisoria di via D’Alessandro: “Sono stati due momenti molto positivi - ha commentato il primo cittadino - e sono contenta per come sia andata. Sono un sindaco del fare e mi sono subito mossa per organizzare l’incontro con il commissario che mi era stato chiesto dai ragazzi del Divini. Ho subito avuto risposta positiva e mi sono adoperata affinché l’assemblea fosse propositiva e costruttiva al massimo. Ho voluto che tutti capissero che si sta lavorando e che non stiamo fermi a guardarci negli occhi su questo come su altri argomenti. A San Severino – ha sottolineato ancora - abbiamo duemila persone fuori casa, ben 1.100 abitazioni da ricostruire. Il lavoro non manca di certo. Oggi questa giornata però l’ho voluta dedicare ai giovani. E’ a loro che noi vogliamo dare un futuro. Ridare loro una scuola moderna e funzionale mi sembra una premessa importante per ripartire bene”.
g.g.


